Origini, storia e caratteristiche

Il francoprovenzale può essere considerato un proto-francese, vale a dire un francese ad uno stadio primitivo, estremamente arcaico, che ha rifiutato alcune innovazioni provenienti dal Nord. In effetti, il francoprovenzale ha seguito inizialmente l'orientamento delle parlate del Nord, di Parigi ad esempio, ma, a partire da un dato momento, non ha più accettato le innovazioni linguistiche della langue d'oïl. Alcuni fatti storici hanno contribuito alla formazione di questa lingua: l'area francoprovenzale, attorno all'asse Lione-Ginevra e sotto l'influsso del suo centro più importante Lione, ha vissuto una fase di marginalizzazione progressiva.

La separazione tra langue d'oïl e francoprovenzale avrebbe dunque avuto inizio alla fine dell'epoca merovingia o all'inizio di quella carolingia: a partire da quel momento, il francoprovenzale è ha acquisito caratteristiche di conservatività, mentre il francese ha proseguito nella sua evoluzione, anche in relazione ai cambiamenti demografici importanti che hanno interessato la Gallia del Nord. L'origine e il destino del francoprovenzale sono strettamente legati alla sorte della sua capitale storica, Lione, capitale della Gallia e centro di irradiamento linguistico.

Il francoprovenzale, inoltre, non possiede quelle caratteristiche  che hanno permesso ad altri idiomi di avere un'individualità più marcata: in effetti, non ha mai coinciso con un'entità politica, non ha mai conosciuto un momento di unificazione, non ha mai posseduto una koinè, vale a dire una lingua comune al di sopra delle varietà locali. In più, verso la fine del Medioevo, quando Lione perde il suo ruolo politico permettendo a ogni regione di evolversi liberamente, la frammentazione linguistica di queste parlate si accentua ulteriormente. Si tratta dunque di una lingua che si presenta sotto forma di una miriade di parlate, che si trova ad uno stato dialettale perfetto, che non esiste , in altri termini, se non nella grande varietà dei suoi patois.